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quarta edizione
Nuove Sensibilità 2026

Il presidente di giuria
Claudio Di Palma

e la commissione artistica 2026
Anna Ashton, Gianpiero Borgia,
Paolo Coletta, Marzia D’Alesio,
Linda Dalisi, Emanuele D’Errico,
Michele Mele, Valeria Parrella,
Settimio Pisano, Paola Rota.

I TESTI VINCITORI
E LE MOTIVAZIONI

MIGLIOR TESTO IN LINGUA ITALIANA

20 PUNTI. 50 CENTESIMI
di Lorenza Sgrò
La giuria di Nuove Sensibilità 2.0 assegna la vittoria per la categoria “testo in italiano” dell’edizione 2026 al testo “Per 20 punti e 50 centesimi”, perché ha letto in esso un’urgenza, quasi un appello -imprescindibili-, alla cui chiamata non si è potuta sottrarre.
La scrittura è serrata, piena di nuove realtà che vanno portate alla luce anche su un palcoscenico, lo stile è piano e ritmato, e contiene uno slang lavorativo che potrebbe essere sconosciuto ai più. È un testo che nella sua semplicità riesce a mettere in imbarazzo lo spettatore o chi lo legge, che si sente partecipe di una parte o dell’altra, oppure sa che quella che si trova davanti è una verità su cui preferisce soprassedere. Ecco, testi così sono una sfida alta per gli artisti che vi lavoreranno e per gli spettatori. Se viviamo è per marciare sulla testa dei re, e 20 punti e 50 centesimi, epopea dei vinti del nuovo millennio, ci prova.

MIGLIOR TESTO IN LINGUA DIALETTALE

LE CICALE NON CANTANO
di Beatrice Gallo e Claudio Scagliarini
Il testo ha colpito subito per diversi aspetti: la lingua affascinante sfruttata con ritmo (anche se ci sono riserve sulla correttezza formale), la tematica che permette di parlare del presente attraverso episodi storici passati, e una struttura alternata in cui si possono far vivere i diversi linguaggi. La ricostruzione storica del punto più estremo del conflitto sociale in Puglia, tra la fine della prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo, con le rivolte in cui i contadini di Nardò insorsero contro i latifondisti, dialoga scenicamente con il privato della storia di Giuseppe di Vagno, parlamentare che poi fu ucciso dai fascisti durante un comizio. La funzione drammaturgica dei dialoghi in dialetto, quindi, è un fuoco importantissimo che illumina il resto, con una dinamica fortemente teatrale, carica di senso, che fa da contraltare all’emotività e al dilemma del personaggio centrale, diviso tra la lotta e la vita. Ritirarsi dalla vita politica per salvarsi, o continuare a parlare? Ci si accorge che stiamo parlando di oggi, e ci si emoziona. C’è bisogno che il frinire delle cicale non si spenga mai. Le cicale non cantano è un testo necessario e merita il premio come miglior testo in dialetto dell’edizione 2026 di Nuove Sensibilità 2.0.

MENZIONE SPECIALE AL TESTO

LASCIATI ANDARE
di Simona De Sarno
La ripetizione di una medesima scena apre inaspettate prospettive. La narrazione procede per variazioni e per accumulo che ci forniscono elementi sempre nuovi nella costruzione dei personaggi e nel contesto scenico. L’incubo incombe, o meglio, incombe un meccanismo ossessivo di ripetizioni e variazioni, in cui gli stessi personaggi si ridefiniscono continuamente. Un teatro che inquieta, che alimenta dubbi sulla nostra percezione della realtà, che non intende fornire alcuna rassicurazione e costringe lo spettatore a confrontarsi con una verità continuamente elusa e rimossa. Un’indagine perturbante sui meccanismi della memoria e della rimozione, sulle deformazioni del ricordo e sulle narrazioni che costruiamo per sottrarci alla colpa. Per il rigore e il coraggio di questo scavo tragico nei meccanismi della memoria, della responsabilità e delle relazioni umane, la giuria di Nuove Sensibilità 2.0 assegna una menzione a Lasciati Andare.

MENZIONE SPECIALE AL TESTO

L’ELEFANTE NELLA STANZA
di Anita Martorana
Con stile naturalistico e attraverso personaggi ben delineati e un uso del registro chiaro e pulito, l’autore/trice esprime il concetto politico sociale del ‘ritorno al passato’. Riproporre e dunque ‘resuscitare’ l’emblema di ciò che rimanda al rispetto di principi etici e morali, come disperato tentativo di tornare a quel senso di integrità ormai perso, si rivela esercizio inutile in un mondo corrotto e destinato all’autodistruzione.  L’elefante nella stanza è dunque l’argomento urgente, grave, vitale che si continua a voler ignorare e sul quale l’autore/trice ha voluto puntare un riflettore con maturità, arguzia e un pizzico di fantascienza.

MENZIONE SPECIALE AL TESTO

O ALMENO TIENIMI LA MANO
di Mariapaola Massari
La Giuria del Premio Nuove Sensibilità assegna una menzione speciale a O almeno tienimi la manoper la forza con cui affronta uno dei nodi più incandescenti del presente: il rapporto tra corpo femminile, desiderio, consenso, violenza e sguardo.
Con una partitura di voci femminili, frammentata e corale, il testo attraversa con lucidità le contraddizioni dell’autodeterminazione, il peso dell’immaginario patriarcale, la fatica di nominare il desiderio e quella zona ambigua, dolorosa, spesso rimossa, in cui consenso, paura, bisogno d’amore e colpa finiscono per confondersi. Per la precisione dello sguardo, per la capacità di trasformare un’urgenza generazionale in forma drammaturgica, e per una lingua che sa essere insieme politica, carnale, ironica e dolorosamente necessaria, la Giuria attribuisce al testo questo riconoscimento.

PREMIO LEO DE BERARDINIS

In virtù del protocollo d’intesa sottoscritto da Teatro Pubblico Campano e Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, il direttore artistico Roberto Andò e il direttore jr Pier Lorenzo Pisano hanno scelto di assegnare il Premio Leo De Berardinis al testo “O almeno tienimi la mano”.