Notitolo  Sub Premio Nuove Sensibilità

terza edizione
Nuove Sensibilità 2024

La commissione artistica composta da:
Gianpiero Borgia, Paolo Coletta, Marzia D’Alesio, Linda Dalisi, Isa Danieli, Emanuele D’Errico, Claudio Di Palma, Michele Mele, Valeria Parrella, Settimio Pisano, Alfio Scuderi.

  • MIGLIOR TESTO IN LINGUA ITALIANA
    titolo “C’ERA UNA VOLTA …”
    autrice NOEMI FRANCESCA, Campania
    motivazione:La Giuria di Nuove Sensibilità 2.0 assegna il premio al testo “C’era una volta” perchè con coraggio e consapevolezza mette in dialogo più linguaggi. Partendo dall’interessante costruzione di “un punto di incontro tra cinema e teatro”, la drammaturgia affonda le radici nella specificità del mezzo teatrale creando una giostra di apparizioni che – già a partire dal titolo – conduce in una dimensione in cui il favolistico consente di affrontare una verità universale. Nel raccontare la cura e l’accompagnamento alla morte di un uomo da parte delle persone a lui care, il confine tra realtà e immaginazione è parte della ricerca; ne sono un esempio le didascalie che diventano anch’esse parte del mondo emotivo dei personaggi. La semplicità dell’ossatura drammaturgica permette di giocare con la complessità dell’atto creativo e di toccare corde poetiche, offrendo spunti registici e nuove possibilità di sviluppo scenico. Nella pluralità dei personaggi di passaggio, privi di parabola psicologica, apparizioni o fantasmi con la funzione di raccontare il sussultare emotivo di un morente che si confronta col proprio vissuto, emerge sottilmente il cuore dell’azione, la relazione padre-figlia. Non si sa se il punto di vista sia quello di chi vive il passaggio o quello di chi ne è testimone. A tutto questo si aggiunge lo spunto per una riflessione sul teatro, sulla bellezza di un effimero capace di lasciare un segno nella memoria, come la vita di un essere umano, dove l’irripetibile scopre una nuova possibilità di replica proprio nello sguardo di chi eredita quella memoria.

 

  • EX AEQUO MIGLIOR TESTO IN DIALETTO
    titolo “‘U SCURO”
    autore ANTONIO BASILE, Campania
    motivazione:Una trama complessa sviluppata con ordine e metodo. Cardini della storia la leggenda, la delinquenza, la luce e la sua negazione: Bacoli. Ed il dialetto bacolese, dalle risonanze teatrali ormai note, trova, per la misura discreta cui si ricorre, una tenuta comprensibile. Non incide e non compromette. Interessante la proposta di un quadro in nero-bianco dove l’oscurità sa rivelare,celandole, le forme di una umanità contraddittoria. Alla scrittura manca il guizzo, lo scandalo, la frattura, ma ha senso e coraggio meticoloso nel produrre una drammaturgia molto articolata.

 

  • EX AEQUO MIGLIOR TESTO IN DIALETTO
    titolo “QUAGGIÙ”
    autore FRANCESCO RUNGI, Campania
    motivazione:Un testo che è lì, nella crepa di un interrogativo posto già da tempo: Il dialetto napoletano si deve scrivere come si parla?* E così: apocope o aferesi, elisioni o apostrofi, intercapedini vocaliche o dittonghi di chiusura sono cancellati tutti in tronco da un’ortografia inconsapevole e distratta. L’approssimazione costante o lo strafalcione ripetuto si riparano, però, nel ricorso autentico alla cronaca di strada e in un conseguente, e non scontato, potenziale teatrale che il testo con efficacia suggerisce. Parole fatte per essere dette piuttosto che per essere lette; parole, cioè, scritte per essere agite.

    *Saggio sulla lingua napoletana scritto nel 1879

  • MENZIONE SPECIALE 
    titolo “ELETTRIADE”
    autrice GIULIA SCURO, Campania
    motivazione:Con sincero entusiasmo confermiamo una menzione al testo Elettriade, che ha allo stesso tempo quale strutta rigorosa e quella freschezza di idee che sono da sempre nell’intento del Premio Nuove Sensibilità: ci è piaciuto ritrovare infatti con rinnovata sensibilità figure archetipiche. Vederle composte in versi dai metri bizzarri e a loro volta in una composizione musicale, vedere che Medea, Fedra, Elettra sanno ancora sbalzare dallo sfondo in cui si vuol relegarle e innevare la scena. La semplicità del lessico, la decisione registra contenuta nelle didascalie lo rendono senz’altro un testo godibile alla lettura e “immaginabile” per una messa in scena vivace, punk, come meritano le nostre eroine. Ogni cosa è al suo posto, evviva!

 

  • MENZIONE SPECIALE  
    titolo “FUOCO AMICO”
    autore LIONETTI MICHELE, Campania
    motivazione:La Giuria di Nuove Sensibilità 2.0 conferisce una menzione speciale al testo “Fuoco amico” per la sua sorprendente reinterpretazione della figura di Eraclito di Efeso, mettendola in dialogo con Erostrato, qui sotto le spoglie di un misterioso pastore tracio di nome Pistos. Quell’Erostrato che solo secoli dopo incendierà il tempio di Artemide contenente un’opera del filosofo allo scopo di procurarsi fama imperitura.
    In una logica, seppur affollata, seduta di ristrutturazione spazio-temporale intorno al senso dell’esistenza, “convocando” innumerevoli scrittori e pensatori da Borges a Recalcati, da Pasolini ad Artaud, e in equilibrio felice tra drammaturgia, filosofia e ironica riflessione, l’autore affronta temi universali come l’identità, il desiderio di essere ricordati e la natura ciclica del tempo, portando il lettore (e il futuro spettatore) a riflettere sull’inesorabilità del cambiamento, sulla relatività delle prospettive, sul perché si possa arrivare a distruggere anziché fare, pur di lasciare un segno che ci sopravviva, o perché un cacciatore di like da social media abbia come fine ultimo e propria occasione di esistere quel fatuo apprezzamento virtuale. E magari arrivare a interrogarsi su come si possa accettare che un omicidio non abbia un movente.
    Questo ‘philosophical bio-dramedy’, come lo definisce l’autore stesso, risulta notevole anche per la cura della lingua teatrale che, in un gioco di rimbalzi, si trasfigura ora in lingua tracia, in quanto lingua delle origini, ora in dialetto calabrese, in quanto idioma straniero, per dissolversi all’occorrenza in un italiano unitario in quanto anelito di alfabetizzazione universale.
  • MENZIONE SPECIALE
    titolo “BRUCIARE”
    autore SIMONE CORSO, Sicilia
    motivazione:Per il valore della commistione tra letteratura, cinema e teatro la Giuria di Nuove Sensibilità 2.0 assegna una menzione speciale a Bruciare.
    L’immagine di una Sicilia coltissima ma agricola, arcaica e iper-contemporanea, bruciante, arsa eppure fertile di visioni e idee che la proiettano nel futuro rendono questo testo/saggio/sceneggiatura un esempio brillante di complessità con la quale approcciarsi al nostro presente.
    I personaggi e le vicende dipanano un territorio di relazioni ampio e affascinante che quanto più si allarga e si infittisce tanto più tiene al centro l’isola e le sue contraddizioni, sulla quale sempre incombe un senso tragico, classico e distopico insieme.
    L’esito scenico lancia una sfida che verosimilmente il Teatro non è ancora in grado di raccogliere ma che punta verso una direzione chiara: forzare i limiti dei linguaggi messi in campo.