’NA SANTARELLA

di Eduardo Scarpetta

SPETTACOLO PASSATO

Teatro Lendi, Sant’Arpino

da mercoledì 19 a venerdì 21 febbraio ore 20:45

Teatro Magic Vision, Casalnuovo di Napoli

martedì 25 marzo ore 20:45 ACQUISTA

Teatro La Provvidenza, Vallo della Lucania

mercoledì 26 marzo ore 20:45 ACQUISTA

Teatro Garibaldi, Santa Maria Capua Vetere

giovedì 27 marzo ore 20:45 ACQUISTA

Teatro Comunale Costantino Parravano, Caserta

venerdì 28 marzo ore 20.45 ACQUISTA

sabato 29 marzo ore 19:00 ACQUISTA

domenica 30 marzo ore 18.00 ACQUISTA

Teatro Gloria, Pomigliano d’Arco

giovedì 10 aprile ora 20.45 ACQUISTA

Teatro Di Costanzo-Mattiello, Pompei

venerdì 11 aprile ore 20:45 ACQUISTA

sabato 12 aprile ore 20:45 ACQUISTA

domenica 13 aprile ore 18:00 ACQUISTA

La Santarella?! Che angelo di figlia!
Ma pure
Chesta nun è na femmena, è na diavula.

Due pronunciamenti testuali così contrastanti sulle virtù e i vizi di un’unica persona ci dicono, fra le altre cose, che Scarpetta ha inteso eleggere questa sua Santarella a simbolo di un emblematico dualismo comportamentale. Una donna dalla doppia personalità, insomma: timida e timorata di Dio, ma anche, intimamente, estrosa, ribelle e volitiva. Ma le pulsioni latenti di questa femmena, che è “angelo e diavula”, per Scarpetta sono anche l’occasione per svelare bipolarismi caratteriali assai più diffusi.

In questo senso, emblema e cardine di infingimenti e contraddizioni varie, è, naturalmente e soprattutto, il Felice “di turno”, per l’occasione in abiti di musicista compositore. Intorno ai due, l’autore costruisce una rete di umanissimi, ancorché anomali, figuri tutti alle prese con dissonanze interiori mal risolte, con vizi, ipocrisie ed ambizioni nascoste a malapena. Tutti con indosso vesti di convenienza che mistificano le identità e tutti, allo stesso tempo, capaci di trovare soluzioni alle proprie nevrosi negli stessi equivoci prodotti. Per questo non nasce dramma. Mai. Neppure di fronte a spiazzanti fratture psichiche. No, nessun dramma. Il teatro di Scarpetta, implicitamente sensibile agli sdoppiamenti che il Novecento insinuerà anche negli uomini semplici, si occupa piuttosto proprio del ribaltamento categorico del dramma, ossia, la comicità. In questo senso la costruzione è perfetta e, nella nostra lettura, trova collocazione più opportuna proprio nel teatro. Il teatro inteso come spazio dell’azione in cui i desideri, le vanità o certe perniciosità umorali, possono immaginare plausibili e creative realizzazioni o terapeutiche risolutive elaborazioni.

Nella nostra scena, dunque, c’è solo il teatro, che sia quello da parrocchia o quello più ufficiale addirittura d’opera. Il teatro, solo: nudo e solenne. Un teatro che, anche fra le quinte, riservi sorprese esilaranti, sappia nascondere o rivelare trucchi ed ambiguità, possa concedere epiloghi inattesi. Un teatro, inoltre, che ripari le ipocrisie e i disturbi dissociativi dei suoi protagonisti nell’irresistibile e cinica drammaturgia che Scarpetta tipizza con impareggiabile e consapevole ironia.

Claudio Di Palma

Event Detail

’NA SANTARELLA


Di:
Eduardo Scarpetta
Adattamento:
Claudio Di Palma
Con:
Massimo De Matteo
E con:
Chiara Baffi, Marika De Chiara, Angela De Matteo, Carlo Di Maro, Luciano Giugliano, Valentina Martiniello, Peppe Miale, Sabrina Nastri, Domenico Palmiero, Federico Siano
Regia:
Claudio Di Palma
Scene:
Luigi Ferrigno
Costumi:
Annamaria Morelli
Musiche:
Paolo Coletta
Produzione:
Ente Teatro Cronaca, Sgat Napoli | Teatro Augusteo