Teatro Umberto, Nola
Teatro Partenio, Avellino
Teatro La Provvidenza, Vallo della Lucania
Teatro Comunale Mario Scarpetta, Sala Consilina
Teatro Italia, Acerra
Teatro Di Costanzo-Mattiello, Pompei
Don Giacinto (1923)
La musica dei ciechi (1928)
Raffaele Viviani è, con Eduardo De Filippo, il più grande autore teatrale napoletano. Ha esplorato, tranne che nell’ultimo periodo della sua attività, la strada e i suoi eroi, miserabili, povera gente, rifiuti della società (così come Eduardo, mio Maestro, penetrò i gangli più reconditi dell’animo umano). Ma di Viviani ancora non si è esaminata fino in fondo la grandezza universale. Vicino a Bertolt Brecht, per tematiche e analisi umana (ma culturalmente lontanissimo non avendolo mai conosciuto o comunque preso a riferimento), Viviani, incredibilmente, pur non sapendo “scrivere” la musica -la fischiettava a un maestro-, e non conoscendo le sonorità di Weil e di Eisler, è a quella temperie musicale estremamente vicino, come se lui avesse scritto le musiche per Brecht, o Weil e Eisler per lui. Ho già diretto e interpretato “Don Giacinto” nel 2000 per il Festival di Benevento (Franco Quadri scrisse una recensione intitolata “VIVIANI-GLEIJESES-MIRACOLO): è la storia agrodolce di un vecchietto dignitoso e a suo modo “nobilissimo”, bersagliato dalla dolente e variopinta umanità che lo circonda.
“La musica dei ciechi” è, a mio avviso, con “Sik Sik, l’artefice magico” il più bell’atto unico mai scritto da autore napoletano, paragonato, ma addirittura superiore a “I ciechi” di Maeterlinck, e narra la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi, guidati da un guercio, orchestrina il cui contrabbassista è Ferdinando, sposato con Nannina, che lo salvò dall’investimento di un Tram. Un pietoso ostricaro veglia sul destino dei poveri musicanti… IMMENSO…
Affronto questa meravigliosa avventura, avendo al mio fianco Lorenzo Gleijeses, mio figlio, e Chiara Baffi, una delle attrici migliori della sua generazione. E Peppe Lanzetta, artista splendido e poliedrico, vero protagonista di “Parthenope”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino (nel quale ben figurava anche Lorenzo). Con noi altri 11 attori, anche freschi diplomati del Teatro Nazionale di Napoli, assoluta e virtuosa eccellenza del Teatro italiano, con cui mi onoro di collaborare. Le scene di Roberto Crea, i costumi di Chiara Donato, le luci di Luigi Ascione, miei abituali collaboratori ci aiuteranno ad immergerci nel mondo vivianeo. E naturalmente le musiche di Raffaele Viviani ci accompagneranno in questo viaggio nel mito del grande autore.