SPETTACOLO IN SCENA


Auditorium S.Alfonso Maria de Liguori, Pagani
Teatro Minerva, Boscoreale
Teatro Lendi, Sant’Arpino
Non dipende da me nasce dal desiderio di raccontare il potere non come qualcosa di eccezionale o distante, ma come un meccanismo quotidiano, fatto di abitudini, frasi ripetute, ruoli accettati e responsabilità con5nuamente rimandate. Il piccolo paese diventa così un microcosmo in cui si riflettono dinamiche molto più grandi: lo sfruttamento delle risorse, la manipolazione del linguaggio, la deresponsabilizzazione collettiva.
La scelta della commedia satirica non è un alleggerimento. Ridere dell’arroganza del potere significa smascherarne il vuoto, mostrarne il ridicolo, togliere autorevolezza a chi si presenta come “inevitabile”. Il sindaco non è un “mostro”, ma un uomo convinto di avere sempre ragione; la segretaria non è una figura malvagia, ma l’efficienza cinica di un sistema che funziona; l’assistente non è un eroe, ma la cura invisibile che regge tu(o senza mai esistere veramente.
Le figure dell’angelo e del diavolo, visibili solo al protagonista e al pubblico, non rappresentano il bene e il male in senso morale, ma due modalità complementari di giustificare l’azione: spingere sempre oltre o fingere prudenza senza mai fermarsi davvero. Il loro dialogo consumo con il pubblico trasforma la coscienza in spettacolo, in rumore, in intrattenimento, fino al momento in cui anche loro si svuotano e rivelano la propria inutilità.
La regia lavora per contrasti netti: buio e luce, caos e ordine, parola e silenzio, esposizione e invisibilità. I rapporti umani seguono la stessa logica: il legame fisico e possessivo tra sindaco e segretaria è rapido, funzionale, vuoto; quello tra la segretaria e l’assistente è fatto di tempo, attenzione e delicatezza, ma privo di fisicità, volutamente incompleto. Non c’è idealizzazione dell’amore, ma una riflessione sulla sua fragilità quando è separato dalla possibilità concreta di esistere nel mondo.
L’abbandono finale dell’assistente non è un gesto eroico né una punizione, ma un limite: sempre di riparare per interrompere il danno. In questo vuoto, il potere rivela tu(a la propria fragilità. Il progetto si arresta non per redenzione, ma perché viene meno ciò che lo rendeva possibile.
Non dipende da me è uno spettacolo che invita il pubblico a ridere, ma senza offrirgli alibi. Una sacra che non assolve, che non indica colpevoli eccezionali, ma mette in scena un sistema in cui tuB, in modi diversi, possono riconoscersi. Perché il vero pericolo non è il potere arrogante, ma la convinzione diffusa che la responsabilità sia sempre di qualcun altro.