TEATRO SCUOLA
In un teatro, dove un regista e i suoi attori stanno provando una commedia da mettere in scena, improvvisamente, irrompono sei personaggi e, tra lo stupore e l’incredulità dei teatranti, dicono di essere in cerca d’un autore che li ha prima inventati e poi abbandonati lasciando, così, la loro storia irrisolta.
I personaggi di questa oscura e ambigua famiglia composta da padre, madre, figlia, figlio, un giovinetto e una bambina, iniziano a raccontare, con una allucinata furia dilaniatrice, il loro dramma ricco di passioni contrastanti e vicendevoli sopraffazioni.
Il regista, incuriositosi e sempre più interessato, propone ai suoi attori di interpretare il dramma di questa famiglia che, però, diventerà sempre più insofferente nel vedere imprigionate negli schemi e nelle convenzioni del linguaggio scenico le proprie vicende.
In una sorta di gioco di “teatro nel teatro”, Pirandello sviluppa un misto di tragico e di comico, di fantastico e di realistico con i grossolani e vani tentativi dei teatranti di riprodurre nella finzione scenica il dramma di questi “personaggi” che, però, paradossalmente, sono consapevoli che la loro unica fonte di salvezza per uscire da questo “limbo”, è quello di rappresentarlo.
Pirandello risolve così, con un pathos forse mai più raggiunto, l’eterno contrasto tra la fissità dell’arte e il caotico e continuo mutare della vita.
Paolo Spezzaferri